lunedì 16 maggio 2016

RELIGIONE CRISTIANA E LETTERATURA ITALIANA: UN RAPPORTO COMPLESSO

Crocifisso nelle aule, religione cattolica nei programmi scolastici, spassosissimi (soprattutto per gli studenti) incontri periodici col Vescovo o con qualche confraternita e, soprattutto, scuole paritarie foraggiate e tutelate oltre modo.
La religione cattolica vive di privilegi conquistati con i Patti Lateranensi (ricordiamolo, opera del fascista Mussolini, ma rinnovati dal socialista Craxi), tuttavia vorrebbe entrare ancora di più nella nostra società, occupando lo spazio dell’istruzione culturale e della formazione etica.
 Patti Lateranensi
La Chiesa cattolica rivendica una sorta di primato sulle altre religioni, vantando una maggiore aderenza allo Stato, quasi un premio fedeltà (quanto è lontana Porta Pia); taluni osannano il presunto primato della Chiesa persino come motore di civiltà e cultura, come se morale e conoscenza fossero nate dopo Cristo, soltanto per merito della Chiesa. In effetti i padri cristiani erano soliti condannare la letteratura a.c. distante dal messaggio cristiano, affermando che attraverso di essa il demonio aveva gettato il seme del male tra gli uomini; allo stesso tempo, però, fecero propria buona parte di quel patrimonio culturale, proclamando che la benevola influenza divina era scesa su alcuni autori pagani.
Soffermiamoci sul campo culturale: una corrente di pensiero sostiene che la Chiesa avrebbe segnato la letteratura italica e poi italiana, ne avrebbe innalzato il valore, sarebbe stata ricovero delle menti eccelse ed ispirazione di ogni cosa di buona e bella che ancora oggi possiamo apprezzare sfogliando un manuale di letteratura.
Vediamo quanto di vero ci sia in questa idea.

Francesco d’Assisi:200: Il Cantico di Frate sole è la prima opera della letteratura italiana. L’autore, come è noto, fu San Francesco d’Assisi: giubilo per la Chiesa! Il primo testo è di un santo, la letteratura della penisola fu benedetta alle sue origini! Ma guardiamo un po’ la genesi del francescanesimo: rifiuto di ogni padre che non sia quello dei cieli; viaggi e contatti con gli “infedeli”; umiltà e povertà estreme, tali da suscitare non poche perplessità nella Chiesa, costringendo Francesco a correggere più volte la “regola”. Insomma, una personalità che va oltre la religione, oltre la Chiesa identificata come struttura, ed infatti nelle sue opere si rifà sempre in maniera diretta a Dio saltando tutte le mediazioni.
San Francesco è apprezzato da tutti come buon uomo, persona di alta spiritualità, più che come perfetto cristiano.

 Divina Commedia è300: La Divina Commedia è l’opera massima della letteratura italiana. A un occhio disattento può apparire come una poema della cristianità e del credo, ma in realtà è estremamente rivoluzionaria. Dante condanna il potere temporale, accusa con ferocia alcune personalità religiose, con giudizi nettamente divergenti da quelli della Chiesa ufficiale.
 Condannata dalla Chiesa stessa, la Commedia fu poi proclamata massima opera della cristianità, ma in realtà è soprattutto la più grande critica mai fatta al sistema pontificio-devozionale cristiano. Senza dimenticare il Dante esoterico, iniziatico ed eretico (clicca qui).
Per non parlare del dissidio petrarchesco e della “mondanità” del Boccaccio: altri due autori affatto ascrivibili alla cerchia dei cristiani ortodossi e convinti.

Lorenzo dei Medici400: Questo secolo vede scrittori quali Lorenzo dei Medici (amore terreno, potere terreno, gusto dell’attimo, gioia carnale), Savonarola (frate contestatore e martirizzato dalla Chiesa), Leonardo da Vinci (critico con le teorie apocalittiche della Chiesa, uomo dalla personalità indipendente). Tutta la poetica umanistica, inoltre, mette al centro la persona, relegando la religione a un ruolo secondario e riscoprendo i classici “pagani”. Una rivoluzione antropocentrica che apre la strada al Rinascimento, l’epoca letteraria grazie alla quale l’Italia è famosa in tutto il mondo.

Ariosto:500: Tra Rinascimento e Manierismo la musica non cambia. Ariosto: spirito indipendente e lontano da ogni servilismo, una Satira contro la corte papale, un poema cavalleresco di straordinaria forza ironica ed avventurosa.  Machiavelli: fondatore della scienza politica, feroce critico della religione, lodata ne Il Principe soltanto come utile strumento per dominare il popolo; in alcuni passaggi la Chiesa è accusata direttamente di aver indebolito gli animi degli uomini, a differenza della stoica religione romana, nazionalista ed energica; ne I Discorsi la Chiesa è  incolpata anche per aver distolto gli italiani dall'unità della patria, a scapito del regno longobardo. Tasso: è noto che il passaggio dalla “Gerusalemme liberata” alla “Conquistata” accentuò la carica religiosa, abbassando quella amorosa, ed obbiettivamente peggiorando l’opera; un autore dalla devozione forte, inquieto più che obbediente, sottilmente affascinato dal desiderio e dalla “magia”.

Marino  dell’Adone600: Basterebbero solo tre nomi per inquadrare immediatamente questo secolo. Galileo Galilei: ultima figura di scienziato-letterato, costretto ad abiurare per colpa della Chiesa; teorico della verità al di fuori della Bibbia e della libertà delle idee. Campanella: pensatore incredibile, schiacciato dall’Inquisizione per le sue visioni, ideatore di un mondo utopico e di un universo avvolto dall’amore divino, non appesantito dal manto papale. Giordano Bruno:  filosofo unico nel suo genere, profondo critico della Chiesa dogmatica e medievale, ucciso dalla stessa per il suo rifiuto a piegarsi; libero uomo in perenne pellegrinaggio, mente aperta al futuro ed immersa nella tradizione passata, anche pre-cristiana.
Persino un Barocco estremo come Marino incontrò difficoltà nella pubblicazione dell’Adone, poiché la Chiesa vi ravvisò dell’edonismo sfrenato, quasi del materialismo con tracce di epicureismo.


700: L’Illuminismo ha operato contro il fanatismo religioso. Ha liberato l’uomo dalle credenze più ridicole, messo in dubbio ogni aspetto dogmatico, scacciato il terrore che nasce dall’ignoranza.
Vico teorizzò una storia circolare, priva di finalità o mete apocalittiche, priva dell’intervento della provvidenza.
Vincenzo Camuccini, La morte di Giulio Cesare, 1798, Museo di Capodimonte.Montesquieu, Voltaire, Rousseau, Diderot influirono profondamente sulla cultura europea, e sulla vicina Italia:  Dei delitti e delle pene, di Beccaria, è una analisi spietata dei modelli tradizionali dell’Inquisizione; Parini aderì forse teneramente all’Illuminismo, ma di certo si schierò contro la tradizione in tutti i sensi; Alfieri, nell’opera Della Tirannide, definisce il clero come uno strumento di forza del despota; il suo teatro, inoltre, è decisamente combattivo e avverso a ogni forma di sottomissione, qualificandosi come laico e civile, classico e traboccante di eroismo pagano.


800: Questo secolo può essere analizzato attraverso alcune grandi personalità, tutte in qualche modo riconducibili al Romanticismo, ma nessuno in maniera esclusiva.
Foscolo, nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis, scorge come unica soluzione la morte, intesa nichilisticamente quale assenza del dolore; ma anche i valori positivi ai quali il poeta scelse di affidarsi furono la classicità, la poesia, la bellezza, nient’affatto la religione; i Sepolcri sono tutto tranne che una visione cristiana della morte, incentrati sul culto laico e civile per i morti.
Ma Manzoni è un esempio di devozione, direte. Un esempio di fiducia nella provvidenza! Insomma…
Giuseppe Molteni, La monaca di Monza, detta "la Signora", 1847, Musei civici di Pavia.Per prima cosa Manzoni fu sempre un letterato “civile”, conscio della libertà e dell’autonomia che deve avere uno stato moderno. Non dimentichiamo che fu un cattolico-giansenista, corrente tutt’altro che buonista e docile, avversa al tentativo Gesuita di far entrare più persone possibili nella Chiesa; la dottrina giansenista era contraddistinta da una morale così ferrea che le costò la denominazione di eresia, anche per la sua vicinanza alla Chiesa delle origini.
Nei Promessi sposi, inoltre, non manca una critica alla figura del religioso tradizionale (Don Abbondio, la Monaca); vi è anche un certo distacco dalla fede elementare dei suoi protagonisti, ed infatti Alessandro si avvicina a loro solo nel finale, quando gli umili prendono coscienza della “provvida sventura”.
Leopardi è stato un filosofo e poeta profondissimo, unico e moderno.
Il suo pessimismo cosmico e storico, la sua sfiducia nella natura, lo allontanano da qualsiasi contatto con la religione tradizionale; la stessa distanza è ravvisabile nell’amore per i classici “pagani”: pessimismo e classicismo che si fondono nelle Operette morali, negli Idilli.
La Ginestra è pervasa da un pessimismo naturale, ma anche accesa dalla possibilità di un riscatto “solidale” e sociale, alieno da fondamenti religiosi, anzi, la religione è espressamente avversata (seconda strofe); il finale è un invito al coraggio, un incitamento a non piegare la testa davanti alla paura ed alla superstizione.
Passando alle “tre colonne”: nel simbolismo intimista di Pascoli non vedo nulla di profondamente religioso; nel classicismo un po’ rigido di Carducci nemmeno, anzi, le sue poesie della giovinezza sono notoriamente progressiste (Inno a Satana) e la sua fede, semmai, era rivolta ai modelli antichi, soprattutto “pagani”; senza bisogno di scendere in particolari, D’Annunzio non ha nulla a vedere con la Chiesa. Ricordiamo, inoltre, che tutti e tre furono strettamente legati alla Massoneria (clicca qui).

900: Prendiamo anche per questo secolo le tre colonne della poesia.
Ungaretti: nella sua produzione la religiosità compare più che altro come forma di spiritualità nell’Allegria, mentre nel Sentimento del tempo è tutta all’insegna del dolore, della catastrofe universale, del tormento michelangelesco; la religione è uno dei “miti” del poeta, ma non c’è mai una vera ed esplicita devozione. L’umanità è sempre al centro della poesia ungarettiana, anche nella vecchiaia, con in Dialogo, la raccolta della riaccesa passione.
Montale:  Ossi si seppia non ha tracce di devozione e le Occasioni in cui Eugenio cerca rifugio sono tutte terrene, o al massimo hanno come divinità la poesia, la filosofia, la cultura. Nelle ultime raccolte è talmente quotidiano e prosastico che non c’è spazio per Dio, ma solo per la terra e il suo mondo “saturato”.
Saba (nato ebreo e morto cristiano) rappresentò in tutta la sua produzione, poetica e narrativa, la religione come una trappola da cui liberarsi, come un genitore arcigno e severo (la madre) o una speranza assente (il padre).

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Insomma, dov’è questa presunta grande influenza della Chiesa sulla cultura? E, quando la si incontra, è positiva o negativa? 
Credo che si possano indicare degli autori ispirati da Dio, ma molto meno dalla Chiesa.
La repressione religiosa ha esercitato per secoli un controllo severissimo sulla cultura, privandoci di chissà quali opere stupende e rendendo un inferno la vita di pensatori profondissimi.
Vogliamo leggere la Bibbia nelle scuole? Ok, perché no, ma insieme al Corano, al Talmud e allo studio di tutte le altre confessioni.

Certo, la storia dell’arte è stata segnata più della letteratura dalla Chiesa, ma anche qui basterebbe prendere qualche esempio (Caravaggio, Michelangelo) per guardare almeno con sospetto a questa “pressione”.  
La letteratura italiana è stata influenzata da moltissimi fattori, e la religione è uno di questi, ma la nostra impronta laica, classica, latina, è sempre stata presente, fungendo da parametro critico di tutto ciò che ci circonda, non rendendoci schiavi di niente e nessuno.

Restiamo così, grazie.

Per i collegamenti tra i quadri presenti nel post e le opere letterarie italiane cliccare qui. 

2 commenti:

  1. La mia tesi sarà sulle somiglianze culturali e su tutte le religioni, un piccolo supporto alla vera spiritualità che è varia e che merita di risaltare in tutte le sue sfumature :)

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    1. Bellissima tesi! Anche io sto portando avanti delle ricerche sulla spiritualità e sui fondamenti simili di molte religioni, oltre che sui tratti comuni di grandi personalità spirituali (Socrate, Gesù, Buddha, Confucio). Magari parla delle tue ricerche nel tuo blog, sarà un piacere leggere qualcosa in merito!

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