lunedì 31 luglio 2017

LE DIECI BATTAGLIE PIÙ IMPORTANTI DELLA STORIA

Cosa sarebbe accaduto se quella battaglia fosse andata diversamente?
La storia umana è, purtroppo, soprattutto una narrazione di conflitti. Molti di questi sono stati decisivi per le sorti di dinastie, nazioni, popoli e il loro esito ha segnato il destino dell'umanità.
Abbiamo selezionato 10 scontri fondamentali, cercando di attraversare le varie epoche storiche.
Ovviamente ci sono tantissime altre battagli che hanno segnato il cammino del mondo; segnalatecele anche voi, così da poter realizzare presto un altro post!

1) BATTAGLIA DI QADESH - 1285 a.C. - ITTITI vs EGIZI [pareggio]

La Siria è sempre stata una regione piuttosto ambita, non soltanto in età contemporanea. Snodo commerciale, granaio d'oriente, luogo militare strategico.
Ittiti ed Egizi se le erano già suonate da tempo, ma in quella battaglia intendevano annientare l'avversario per stabilire il dominio sull'area e prepararsi ad affrontare altri nemici in arrivo, come i terribili Assiri.
Muwatallish guidava l'esercito ittita, il faraone Ramses II quello egizio.
I primi avevano il doppio delle forze rispetto ai secondi, potendo contare anche su più carri da guerra.
Gli egizi vennero sorpresi dalle forze ittite, ma riuscirono a resistere e contrattaccare, spingendo i carri nemici nel fiume. Gli ittiti, stranamente, non impiegarono tutte le loro forze disponibili in campo, rinunciando a proseguire una battaglia non ancora persa.
Chi vinse? Nessuno lo sa con certezza. Entrambi i popoli hanno tramandato fondi scritte dove rivendicano il trionfo.
Un patto di qualche anno successivo (uno dei primi trattati ad esserci giunti da entrambi i fronti), segna la spartizione del territorio tra i due imperi.
Un'eventuale successo netto, però, avrebbe segnato un dominio forse eccessivo, tale da assicurare il controllo non solo di quell'area.

2) BATTAGLIA DI SALAMINA - 480 a.C. - GRECI vs PERSIANI [vittoria greca]

Nonostante la sconfitta subita dieci anni prima a Maratona, i persiani di Serse non avevano abbandonato l'idea di imporsi sugli elleni. Questi ultimi erano divisi su tutto: cedere all'invasore? combatterlo in mare o via terra?
Alla fine Temistocle convinse i suoi ateniesi ed anche gli alleati ad affrontare la flotta nemica, nonostante contasse più del doppio delle proprie navi.
Da ricordare lo scontro precedente delle Termopili, importante più per l'onore che per la storia, sebbene fece perdere tempo prezioso ai persiani.
Il generale greco fece costruire rapidi triremi, molto più funzionali per un combattimento in uno stretto rispetto ai colossi persiani. Accerchiò i nemici tra secche e scogliere, quindi per dieci ore colpì a ripetizione, affondando oltre 200 navi avversarie contro le 40 perse dal suo esercito.
Serse tornò in patria, lasciando il comando a Mardonio che poco tempo dopo fu sconfitto definitivamente a Platea.
Un'eventuale vittoria persiana avrebbe segnato la fine del mondo greco, stravolgendo l'assetto dell'occidente, con esiti che avrebbero influenzato la storia del mediterraneo e quindi del mondo intero.

3) BATTAGLIA DI ZAMA - 202 a.C. - ROMANI vs CARTAGINESI [vittoria romana]

La vittoria nella prima guerra punica aveva permesso ai romani di affacciarsi in modo concreto nel mediterraneo, sconfiggendo i temibili punici proprio sul mare dove si sentivano più forti. Il secondo conflitto iniziò nel 218 a.c. grazie all'artificio di Sagunto, città romana situata in territorio cartaginese. Inaspettatamente, però, questi ultimi riportarono diverse vittorie sul suolo italico (una su tutte, Canne).
La riscossa iniziò grazie a Scipione, sbarcato poi in suolo africano per dare il colpo decisivo ai nemici. Dall'altra parte c'era Annibale, tornato nella propria terra dopo tre decenni di peregrinazioni per l'Europa.
I due generali diedero vita ad un vera e propria partita a scacchi. Annibale lanciò gli elefanti, ma i romani ormai li conoscevano e sapevano come confonderli, ossia con trombe e tamburi. L'alleato romano Massinissa lanciò la sua cavalleria contro quella cartaginese, la quale forse fuggì proprio per allontanarla dallo scontro.
Annibale voleva riproporre la tattica usata a Canne. Fingere di subire per far avanzare le forze romane, così da circondarle in una morsa mortale. Ma stavolta non andò così. Invece di avanzare a cuneo Scipione allargò al massimo il suo schieramento, arrivando quasi a combattere uno contro uno. Quando la cavalleria romana tornò alla carica fu un massacro per i punici.
Un'eventuale vittoria cartaginese avrebbe segnato una battuta d'arresto terribile per i romani, i quali dovevano ancora consolidare il potere in Italia (per via degli alleati latini e non), ed anche a est, con gli insidiosi numidi.
Sconfitti gli eterni nemici iniziò il trionfo, ma, secondo alcuni storici romani, la perdita di un avversario così grande fu anche causa di rammollimento.

4) BATTAGLIA DI TEUTOBURGO - 9.d.C. - ROMANI vs GERMANI [vittoria germana]

I germani erano sempre in agitazione, affatto disposti a sopportare il giogo romano, appesantito da tentativo di imporre leggi e costumi stranieri a popoli indomiti. Il governo della regione era stato affidato a Publio Quintilio Varo, uomo di legge più che di guerra. Difatti, per sopprimere la rivolta, mosse un esercito fin troppo folto, con tanto di carri non agevolmente manovrabili nella selva. I germani di Arminio li assalirono all'improvviso, provocando una disastrosa ritirata: Varo si uccise, gli ufficiali catturati furono sacrificati, i soldati semplici venduti come schiavi.
Una eventuale vittoria romana avrebbe spostato il confine ben oltre il Reno; certo sarebbe stata dura, ma forse avrebbe permesso all'impero di sgominare l'insidia barbarica prima ancora che si manifestasse con tutta le sua irruenza. In questo modo la storia romana ed europea sarebbero cambiate del tutto.

5) BATTAGLIA DI POITIERS - 732. d.C. - FRANCHI vs ARABI MUSULMANI [vittoria franca]

L'ascesa della potenza islamica ormai andava avanti da circa un secolo, cioè dalla predicazione di Maometto. Dopo la sua morte lo slancio fu tale da coprire l'Asia, l'Africa del nord ed anche la penisola iberica. Passati i Pirenei decisero di puntare verso l'Aquitania, che subito venne sconfitta. Arrivò in suo aiuto Carlo Martello, figli di Pipino di Heristal e maestro di palazzo all'interno dell'ormai morente dinastia merovingia.
Il comandante moro  Abd ar-Rahman tentò di attirare i franchi in una trappola, alternando attacchi a fughe, ma Carlo non cedette e fece in modo da colpire gli arcieri arabi scoprendo la loro cavalleria. Quando si trovarono corpo a corpo le due fanterie la meglio andò ai franchi, viste le potenti e resistenti corazze. Con il convergere dei cavalieri aquitani non ci fu scampo per gli invasori. Secondo la leggenda fu lo stesso Carlo Martello ad uccidere il capo avversario.
Un'eventuale vittoria arabo-mussulmani avrebbe segnato il declino dell'occidente cristiano e dei suoi regni ancora in formazione, con conseguenze tali da stravolgere la storia di tutto il pianeta.

6) BATTAGLIA DI HASTINGS - 1066 - NORMANNI vs ANGLOSASSONI [vittoria normanna]

Guglielmo il conquistatore, duca di Normandia, pretendeva il trono di Inghilterra in base ad un giramento che gli avrebbe fatto il precedente re, Edoardo il Confessore, ma il trono fu preso da Harold conte di Wessex,, nonostante costui avesse promesso a Guglielmo di rinunciare al regno, come prova l'arazzo di Bayeux.
Il duca di Normandia, allora, riunì un imponente esercito normanno, benedetto anche dal consenso papale. Attraversò la manica facendo trasportare i cavalli all'interno delle navi e sbarcò pronto ad assediare Sassoni ed Angli, desiderosi di non cedere ad un potente non originario dell'isola. Inizialmente la battaglia volse in favore degli isolani, i quali però si lanciarono all'inseguimento degli invasori, studiato però a tavolino. Ricompattati i ranghi, questi accerchiarono gli inseguitori e li massacrarono, dopodiché tornarono indietro prendendo possesso degli accampamenti lasciati presidiati da pochi uomini.
Un'eventuale vittoria Anglosassone avrebbe mutato la conformazione politica, sociale, dinastica e quasi genetica degli inglesi, segnando un distacco con l'Europa che avrebbe avuto conseguenze profonde per la storia dell'isola.

7) BATTAGLIA DI COSTANTINOPOLI - 1453 - BIZANTINI vs OTTOMANI [vittoria ottomana]

L'Impero romano d'oriente sopravvisse quasi mille anni in più di quello d'occidente, ma alla fine dovette cedere davanti all'avanzata mussulmana. I Turchi avevano sottratto nel corso dei secoli quasi tutto il regno, tranne proprio la capitale. Maometto II il conquistatore decise di preparare una spedizione in grande stile, con ben 120 mila uomini e 150 navi, molte delle quali giunte dopo aver attraversato il Bosforo via terra su due rulli. L'imperatore Costantino XI ne aveva appena 10 mila, più qualche nave veneziana. L'artiglieria colpì Costantinopoli per due mesi, utilizzando anche un cannone micidiale, capace di scagliare palle di mezza tonnellata.  Poi i giannizzeri e i bascibuzuk attaccarono in massa, meglio equipaggiati ed agguerriti, sterminando i cristiani nemici.
Un'eventuale vittoriosa resistenza avrebbe cambiato le sorti del globo. La caduta dell'Impero d'oriente, infatti, spinse molti a guardare verso altri lidi, portando alla scoperta dell'America; i mussulmani imposero la loro influenza su quei territori prima cristiani; si ruppe ogni residua ipotesi di unire le due chiese, cattolica e ortodossa; i regni europei, più che compattarsi contro i turchi, spesso si allearono con loro a seconda delle convenienze. Quest'ultimo punto, però, deve tener conto che la religione fu comunque un motivo di unione, come dimostra la battaglia di Lepanto del 1571, fondamentale dal punto di vista ideologico, più che strategico.

8) BATTAGLIA DI GRAVELINES - 1588 - INGHILTERRA vs SPAGNA [vittoria inglese]

La cattolica Spagna di Filippo II, insieme al papato, stava tentando da anni di minare il regno protestante di Elisabetta I, non solo per questioni religiose, ma anche per ottenere il controllo dei mari. La Spagna decise allora di preparare una flotta gigantesca, composta da 130 navi, compresi 22 galeoni, e guidata dal duce di Medina Sidonia. Ma le cose non andarono esattamente come gli iberici si attendevano. Lo scontro navale avvenne tra le insidiose acque britanniche, scogliose ed affatto adatte alle manovre delle possenti navi spagnole; una tremenda tempesta si abbatté all'arrivo degli invasori; gli spagnoli dovettero fare i conti anche con gli olandesi che minacciavano via terra.
Andarono perse metà delle navi di quella che era stata definita "Invincibile Armada", mentre di quelle inglesi non ne affondò nemmeno una.
Un'eventuale vittoria spagnola avrebbe aperto le porte ad una invasione via terra, mettendo a repentaglio il regno elisabettiano, l'ascesa dell'Inghilterra nei mari, il consolidarsi del protestantesimo e dell'anglicanesimo in Europa. Da allora, invece, per la Spagna iniziò un declino inarrestabile, culminato con la disfatta nella Guerra dei trent'anni (1618-1648).

9) BATTAGLIA DI WATERLOO - 1815 - FRANCIA vs VII COALIZIONE [vittoria coalizionista]

Dopo esser stato sconfitto a Lipsia, Napoleone fu esiliato sull'isola d'Elba, ma in breve tempo riuscì a tornare in Francia. Radunò i suoi fedelissimi, costrinse alla fuga Luigi XVIII e mise in allarme le nazioni europee, nel frattempo già riunite a Vienna. Dopo aver conquistato il Belgio, Napoleone voleva scontrarsi separatamente con inglesi e prussiani. Sconfisse quest'ultimi, ma poi li lasciò ritirare senza seguirli. Nel frattempo l'assalto agli inglesi fu lento, consentendo loro di cambiare posizione. Prussiani e inglesi, guidati da Wellington, poterono così riprendere il controllo delle loro mosse. Napoleone esitò ancora, non ritenendo fosse il momento per un suo attacco diretto, ma così facendo consentì ai due avversari di unirsi. La confusa ritirata segnò la fine del sogno napoleonico.
Un'eventuale vittoria francese avrebbe ridato vigore a Napoleone, permettendogli forse di riprendere l'egemonia Europea. Il destino della Francia nel corso dell'800 fu strettamente legato alle sorti di Austria, Germania ed Italia, quest'ultimi due stati non ancora uniti fino a quel momento, per cui c'è da essere certi che la battagli di Waterloo ha segnato l'assetto attuale del continente.

10) BATTAGLIA DI STALINGRADO - 1942/43 - RUSSI vs TEDESCHI [vittoria russa]

Più che una battaglia, una serie di scontri decisivi nel corso dell'assedio che i tedeschi (più alleati, tra i quali molti italiani) portarono avanti per mesi alla città russa. I nazisti a metà del '42 stavano trionfando su tre fronti: Pacifico, Africa, Russia. Proprio da qui comincerà la controffensiva decisiva. Gli attacchi dei tedeschi si erano sempre  infranti sulla resistenza sovietica, nonostante l'artiglieria pesante ed i bombardamenti incessanti. Gli scontri erano ormai destinati ad essere combattuti casa per casa, quando ben 2000 mezzi sovietici falcidiarono gli invasori da nord a sud, accerchiando l'armata e tagliando rifornimenti e comunicazioni. Hitler non acconsentì alla resa, che comunque alla fine arrivò, ma la vide soltanto un terzo dell'esercito partito dall'Europa, sebbene soltanto 5 mila dei 90 mila catturati resistette alla marcia verso la Siberia.
L'eventuale vittoria tedesca avrebbe consentito a Hitler di prendere i rifornimenti sovietici, mettendo fuori gioco questo stato dal conflitto. Messo fine al fronte orientale, i nazisti avrebbero potuto resister meglio in Africa e allo sbarco in Normandia (che chissà se sarebbe mai avvenuto, a quel punto). Sulle conseguenze di una vittoria dell'Asse, ebbene, lasciamo alla vostra immaginazione le nefaste conseguenze.



giovedì 13 luglio 2017

DIECI TIPI DI INSEGNANTI

Qualche tempo fa abbiamo parlato dei dieci tipi di genitori all'incontro scuola famiglia, promettendo che ci saremmo occupati anche degli insegnanti, da sempre soggetti ad essere tipizzati e catalogati per le loro peculiarità e per i loro tic.
Ecco mantenuta la promessa; qualche vostro docente rientra (o rientrava) in questo elenco? Oppure avete qualche altra tipologia da proporre? Fatecelo sapere!

1) IL SIMPATICO

Gli alunni non vedono l'ora che entri in classe, accogliendolo di solito con ovazioni e giubilo, tanto, essendo simpatico, non li richiamerà di certo. Ad alcuni colleghi sta tremendamente sulle scatole, altri invece tentano di imitarlo con risultati grotteschi. I collaboratori ed i segretari lo attendono per divertirsi un po', ed anche i genitori sono sempre lieti di parlare con lui.
Il dubbio è questo: sa anche insegnare? Di solito gli studenti tendono a prendere in simpatia chi alla fine si comporta bene o male come vogliono loro, per cui il dubbio rimane...

2) IL TERRIBILE

In questo caso gli alunni fissano l'orologio sperando che quei pochi secondi di ritardo significhino un'insperata assenza, ma in anni ed anni di illusioni questa eventualità si è verificata solo una volta, provocando un boato che nemmeno il rigore di Grosso alla finale del 2006. In classe costringe i più terribili a restare incollati alle sedie, mentre i disciplinati temono che possa puntare anche loro chissà perché. I collaboratori sanno che devono avvicinarsi al tipo con deferenza, e persino il preside si sente quasi timoroso di doverlo disturbare. I genitori, ogni volta che hanno a che fare con lui, avvertono di essere tornati tra i banchi e pregano che il figlio non li metta in cattiva luce. Anche qui sorge la stessa domanda: com'è come insegnante? Perché talvolta un'eccessiva severità nasconde la paura di essere "scoperti" per ciò che in realtà si è.


3) L'ANSIOSO

Sente il programma come un peso insormontabile, le scadenze amministrative come condanne a morte. Spiega quasi disperato a causa degli sguardi indecisi degli alunni, interroga terrorizzato dal pensiero di accorgersi che non hanno capito nulla. Se uno studenti si graffia con la penna fa chiamare l'ambulanza, se piove leggermente cerca di far annullare la gita. Quando il preside lo convoca teme di essere stroncato, di solito si reca in segreteria ogni giorno per chiamare i genitori di chi ha dimenticato la giustifica, temendo che in quella data abbia compiuto un omicidio. Agli esami va in apnea come se dovesse essere lui a sostenerli e quando legge le tracce dice "non ce la possono mai fare, sono troppo difficili!". I genitori, con le loro domande e preoccupazioni, finiscono per mettergli ancora più angoscia. Non si assenta quasi mai, preoccupato anche di ricevere una visita fiscale.

4) IL FURBO

Il programma riesce a farselo passare sempre da qualche collega, aggiornandolo di tanto in tanto per non dare nell'occhio. Sceglie i libri in base al rappresentante che promette di più, tanto quando spiega di solito va a braccio. Gli alunni lo capiscono sì e no anche mentre interroga, ma quando si tratta di mettere i voti non c'è problema, basta fare una media con quelli dei colleghi. Arriva spesso in ritardo, ma i collaboratori amici lo coprono senza problemi, e di solito ha sempre lo stesso hobby del preside. Se c'è un problema o una lamentela da parte dei genitori è capace di intortare tutti con dialettica da fine politico. Qui il dubbio non c'è: non sa insegnare, ma tanto riesce a nasconderlo benissimo.

5) IL CONFUSO

Non c'è niente di peggio di un docente che non sceglie una linea coerente. Il confuso vorrebbe essere come il simpatico, ma non avendo l'ascendente finisce per ritrovarsi con la classe trasformata in un fight club. Allora si prodiga per rimediare, decidendo di convocare un consiglio straordinario per un ragazzo che ha fatto cadere la matita per terra. Sbaglia sempre a compilare le famigerate "carte", costringendo segreteria e colleghi agli straordinari. Vuole dimostrarsi serio ed imperturbabile con i genitori, ma poi finisce sempre che si dispera raccontando le proprie traversie familiari. Vorrebbe smettere di insegnare, ma non è certo di riuscire a fare altro.

6) L'IMPREPARATO

Sa insegnare benissimo, ed affascina anche gli studenti durante le spiegazioni, ma l'importante è che le prepari il giorno prima per filo e per segno, altrimenti non sa cosa dire. Gli alunni, però, sono molto più svegli di quanto si possa immaginare, per cui quando una domanda su un argomento non ancora studiato o un esercizio svolto a piacere vengono sottoposti al docente si rendono conto che qualcosa non va. I genitori finiscono per capire anche loro, ma chiudono un occhio se il soggetto è anche simpatico o disponibile ad "aiutare" i figli. I colleghi si insospettiscono quando chi insegna matematica chiede la calcolatrice per capire come dividere la spesa per il caffè, oppure quando il docente di italiano se ne esce con neologismi involontari, o ancora quando il collega di tecnica ci mette un'ora ad accendere il pc.

7) IL FUORI POSTO

Non voleva fare l'insegnante, ma purtroppo è finito a fare questo lavoro (purtroppo per gli alunni, ovvio). Spiega con il trasporto di un'ameba e interroga pensando a cosa fare una volta giunto a casa. Durante i consigli cerca di evitare ogni questione e scorre con le dita sul tablet fingendo di analizzare chissà quale documento. In un sussulto di sincerità finisce per confessare agli studenti di trovarsi lì per puro caso, come per dire "voi non date fastidio a me e io non ne darò a voi". All'esterno si comporta di solito in due modi: o nasconde questo disagio condividendo a raffica citazioni su quanto sia bello insegnare, oppure confessa la sua colpa, affermando che chissà per quale ingiustizia gli è stato precluso un lavoro più bello e redditizio.

8) IL DINAMICO

Lui si che voleva insegnare...anche troppo! Ma voleva anche fare il manager, l'animatore, l'attore, il falegname ecc. ecc. Il dinamico vede la scuola come una possibilità infinita di progetti, sperimentazioni, occasioni di lanciarsi; ed in effetti in molti vorrebbero lanciarlo. All'inizio gli alunni sono contenti del suo dinamismo, ma quando decide di far realizzare un plastico dei regni ultraterreni danteschi, oppure una mini centrale elettrica, ebbene, non c'è tanto da gioire, soprattutto perché mette i voti in basi all'attivismo dimostrato. I colleghi sono preoccupati quando lo sentono arrivare, temendo che abbia in serbo per loro chissà quale nuova tipologia di didattica innovativa da sperimentare, mentre i collaboratori hanno paura di vedersi prolungato l'orario da un improvviso ordine di servizio. Persino i genitori non lo sopportano, visto che oltre le ore canoniche li costringe a presenziare a recite, dimostrazioni o chissà quant'altro.  Il preside è contento fin tanto che tutte queste cose portano soldi. Forse, ma sarà la nostra malizia a condizionarci, tutto questo dinamismo si giustifica col tentativo di accrescere i propri titoli e il proprio bonus di fine anno.

9) IL MODELLO/LA MODELLA

Ce ne sono, confessatelo. Da alunni ricordate quel tale insegnante o quella tale docente che scambiava la scuola per una passerella? Tagli sempre freschi, trucco sofisticato ("a che ora si sveglia?" Dicono le colleghe), vestiti nuovi e sgargianti, borse difficilmente avvicinabili con lo stipendio di uno statale. Se è un docente viene rispettato dagli alunni perché immaginano che abbia chissà quale successo con le donne, mentre le alunne sono perdutamente innamorate di lui; se donna gli studenti rimangono in silenzio e con lo sguardo fisso, ma non sempre negli occhi di chi parla, mentre le ragazze in parte la ammirano, ma al contempo la odiano. Difficilmente colleghi, preside o collaboratori rifiuteranno qualcosa a questo tipo di insegnante, e chissà perché.

10) L'ASSENTE

Come per i genitori, anche nel caso dei docenti esiste colui che...non esiste! Assente il primo giorno di scuola a settembre, per la gioia dei ragazzi e la disperazioni di chi fa l'orario. Non è mai disponibile per uscite didattiche, brevi o lunghe che siano e talvolta costringe anche a spostare le riunioni. E' la gioia dei supplenti, ma il terrore dei genitori che scoprono i libri della sua materia ancora intonsi. Agli incontri scuola famiglia viene avvistato più o meno quanto il mostro di Loch Ness, ma tanto lo riconoscerebbero a stento gli alunni. Nessuno può fare nulla per evitare tutte queste assenze? Forse sì, ma di solito il tipo riesce a sfruttare ogni cavillo o permesso per saltare anche dieci minuti di lezione.